Il 10 febbraio, dalle ore 18 alle 20, con la modalità online si è svolto l’incontro territoriale del Comitato dell’Italia Centrale, guidato dal presidente del Comitato don Andrea Lupi e alla presenza del Presidente nazionale di Salesiani per il sociale, don Francesco Preite, il coordinatore dell’Area Rete Associativa e Sviluppo, Renato Cursi e il prof. Andrea Farina, consulente che guida il processo del Documento programmatico.
Nell’incontro territoriale, i soci hanno fatto esperienza della corresponsabilità della rete che vede la progettazione nascere dai territori. Anche nella riunione è emerso chiaramente che l’obiettivo non è “produrre un documento”, ma avviare processi che generano idee, confronto, scambio di esperienze e conoscenze.
Il valore principale del percorso è stato rimettere in circolo parola, esperienza e visione: realtà diverse, con storie e contesti differenti, si sono riconosciute parte della stessa missione e dello stesso orizzonte. In questo senso, la speranza non è stata intesa solo come atteggiamento interiore, ma come un processo organizzato, fatto di scelte, metodo e responsabilità condivise.
Dal confronto territoriale e dalla discussione in riunione sono emerse alcune priorità come indicazioni operative. In particolare:
- Rafforzare il coordinamento tra nazionale e territori, rendendo la piattaforma uno spazio vivo di scambio, monitoraggio e accompagnamento, e non solo un archivio di documenti. Questo è stato indicato come un nodo strategico per dare continuità ai processi.
- Investire sulla formazione comune di operatori, educatori, coordinatori, volontari e responsabili, come leva per rafforzare identità, qualità educativa e capacità gestionale. È emerso il bisogno di una formazione più centrata sul carisma salesiano, sulla traduzione concreta del sistema preventivo oggi e sulla vita delle comunità educativo-pastorali.
- Tenere insieme dimensione educativa e dimensione sociale, evitando interventi frammentati: temi come affido, nuove dipendenze, fragilità psicologica, devianza, tutela dei diritti dei minori chiedono risposte integrate.
- Curare la sostenibilità e l’impatto delle azioni, introducendo criteri di valutazione e indicatori di risultato, con attenzione ai processi e non solo ai progetti. Questo è stato richiamato come passaggio necessario per rendere il Documento Programmatico davvero operativo e non solo ispirazionale.
Il percorso ha rafforzato la consapevolezza che appartenere a una rete nazionale diventa un’esperienza concreta di visione condivisa, sostegno reciproco e crescita comune. Durante la riunione è emerso più volte che il lavoro in rete permette di:
- superare la logica dell’emergenza,
- costruire percorsi più stabili e strutturati,
- leggere meglio i territori attraverso strumenti comuni,
- valorizzare le esperienze locali trasformandole in patrimonio condiviso.
È stato particolarmente significativo l’ascolto di esperienze provenienti da territori diversi, ma accomunati dalle stesse sfide: il lavoro con i giovani più fragili, la complessità dell’inserimento sociale, il bisogno di alleanze educative più forti con le comunità locali.


