Il viaggio di “Organizzare la Speranza” prosegue attraversando l’Italia e i suoi territori, connettendo i principali nodi della rete associativa di Salesiani per il sociale. Il quinto incontro territoriale di quest’anno si è tenuto lo scorso 10 marzo a Bari, presso l’Istituto Salesiano “Redentore”, nel quartiere Libertà.

All’incontro, introdotto al mattino dal Presidente di Salesiani per il sociale Italia Meridionale, don Giuseppe Russo, hanno partecipato 35 persone rappresentanti quasi tutti gli Associati della rete provenienti da Basilicata, Campania, Calabria e Puglia. 

Nella prima sessione dell’incontro sono intervenuti il Presidente nazionale, don Francesco Preite, che ha aiutato i partecipanti a collocare l’incontro nel contesto del processo di costruzione partecipata del nuovo Documento programmatico triennale della rete associativa, il prof. Andrea Farina, che ha illustrato la metodologia della partecipazione dal basso, e il dott. Renato Cursi, coordinatore dell’area Rete associativa e sviluppo della sede nazionale, che ha presentato la piattaforma digitale “Organizzare la Speranza” e avviato i lavori di gruppo. 

Questi si sono svolti secondo la metodologia del World Cafè, intorno a quattro degli ambiti di intervento della rete associativa, grazie al coordinamento degli stessi Andrea Farina (Educazione), Renato Cursi (Formazione) e di don Giovanni Vanni (Accoglienza) e del dott. Giovanni Papagni (Lavoro).

Dai gruppi che si sono espressi sull’ambito Educazione sono emerse diverse proposte di sostegno all’uscita dei giovani dai servizi di assistenza residenziale, per l’accompagnamento verso l’autonomia. Questo tema è stato ripreso in altre forme anche dai gruppi che hanno ruotato intorno al tema Lavoro, attraverso la proposta di nuove sperimentazioni per l’inserimento sociale dei giovani in condizione NEET, anche a partire dallo sviluppo di maggiori collaborazioni con il CNOS-FAP. I gruppi di lavoro sul tema Accoglienza hanno chiesto di potenziare il posizionamento della rete a favore dei giovani migranti, per contribuire a creare una cultura sensibile ai temi dell’accoglienza e dell’integrazione di questi in ambito salesiano e non solo. Dai gruppi che si sono espressi nell’ambito Formazione è emersa la richiesta di promuovere nuove formule di aggiornamento e formazione sui temi dell’amministrazione condivisa e della progettazione sociale, anche attraverso lo scambio di buone pratiche e favorendo la mobilità di educatori tra opere sociali per giovani vulnerabili di Regioni diverse, all’interno della rete nazionale.

I lavori di gruppo si sono quindi conclusi prima del pranzo, che è stato quindi gentilmente offerto ai convenuti dal Comitato Italia Meridionale nel locale del refettorio della Comunità salesiana del Redentore, presso la quale i partecipanti all’incontro hanno ricevuto anche il saluto del Direttore, don Pasquale Martino. Dopo essersi ritrovati per una foto di gruppo, i partecipanti hanno quindi ripreso i lavori in forma di Assemblea, ascoltando una rapida restituzione dei gruppi di lavoro del mattino. Al termine di questa restituzione, il Presidente nazionale ha ringraziato i presenti per la partecipazione attiva ai lavori e invitato tutti a ritrovarsi all’Assemblea nazionale, in programma proprio nel territorio dell’Italia Meridionale, precisamente a Napoli, dal 5 al 7 giugno 2026.

Don Giuseppe Russo, coadiuvato dal Consigliere nazionale Gennaro Balzano, ha infine presentato il bilancio del Comitato per l’approvazione da parte dell’Assemblea territoriale, e invitato i soci a prendere parte ad una serie di iniziative formative messe loro a disposizione dal Comitato stesso, in sinergia con la sede nazionale di Salesiani per il sociale.

“Nel nostro territorio del Sud, segnato da povertà educativa, emigrazione e periferie fragili, “Organizzare la Speranza” significa mettere in rete le energie già vive. L’incontro territoriale ha mostrato segni concreti: la forte corresponsabilità dei laici formati, la vitalità dei servizi socioeducativi e il desiderio condiviso di accogliere le sfide del Terzo Settore con attenzione ai più poveri – commenta don Giuseppe Russo – . Dal confronto è emersa con forza la priorità di rafforzare la formazione condivisa, in particolare dei laici corresponsabili, come investimento comune della rete. È stata inoltre sottolineata l’importanza di mettere l’animazione sociale al centro del cammino delle CEP, con una rinnovata attenzione alle sfide dei NEET e alle nuove fragilità familiari e psicologiche che segnano molti giovani”.
“Ascoltare realtà diverse ma animate dallo stesso carisma – conclude – ha fatto percepire con forza il valore della rete nazionale. In particolare, le esperienze di accoglienza e inclusione condivise da altri territori hanno mostrato che le sfide delle periferie e della povertà giovanile non sono isolate, ma possono trovare risposte più forti camminando insieme”.