A Milano si sono riunite 10 persone rappresentanti la rete associativa in Lombardia ed Emilia-Romagna. Anche in questo incontro si sono potuti approfondire i quattro ambiti di intervento, rilanciare la partecipazione sulla piattaforma digitale “Organizzare la Speranza” e invitare tutti gli associati a prendere parte all’Assemblea nazionale del 5-7 giugno 2026 a Napoli, dove si voterà la nuova versione del Documento programmatico.

Don Edoardo Gnocchini, presidente del Presidio, interpreta così il percorso:  “Significa innanzitutto riconoscere che la speranza non è un’attesa passiva che le cose cambino, ma un esercizio collettivo di progettualità e responsabilità. Nel nostro territorio, questo si sta traducendo nel passaggio dall’analisi sterile delle criticità alla costruzione di una visione condivisa. Durante l’incontro territoriale, il segno più evidente di questa energia è stata la capacità dei partecipanti di superare le logiche di appartenenza individuale per mettersi al servizio di un bene più grande. Avere uno sguardo più ampio. Abbiamo visto emergere una forma di ascolto autentico che ha permesso di trasformare la stanchezza in entusiasmo operativo, manifestandosi concretamente nella volontà di lavorare di più insieme, coordinare gli interventi invece di agire in modo isolato. Purtroppo il nostro territorio è piccolo e il presidio composto da poche associazioni (e persone) che non sempre sono presenti e percepiscono questo sguardo comune.

Dal confronto tra le realtà del presidio, don Edoardo sottolinea: “Credo che il beneficio più importate sia quello che è stato ricevuto dai partecipanti all’incontro territoriale i quali hanno preso atto in maniera ancora più forte del lavoro fatto a livello nazionale e dell’identità della rete associativa. L’aspetto più prezioso del confronto e della condivisione, per me, è stato quello che ha ribadito che far parte di una rete non significa soltanto ricevere supporto tecnico, ma respirare all’interno di un corpo vivo che protegge dal senso di isolamento e dalla rassegnazione. Sentire come altre associazioni hanno affrontato ostacoli, riuscendo a generare cambiamento reale, ha restituito dignità a ogni sforzo volto a costruire un legame territoriale e  nazionale”